Cresce la gamma di BdS: è arrivata la nuova IPA

Cresce la gamma di BdS: è arrivata la nuova IPA

È la più giovane tra le beer firm nate in provincia di Varese, e pure quella più a Nord visto che è basata a Luino e con la sua presenza, in un certo senso, “chiude il cerchio” andando a occupare una zona del territorio che era sguarnita di produttori artigianali. OraLa Birra del Sandro – che per identificarsi adesso utilizza la denominazione BdS Craft Beer – arriva a quota tre birre in catalogo aggiungendo una IPA alle prime due nate, la smoked porter “Bi Gig” e la blanche “Open Hop”.

La terza nata prende il nome di Antipatica e la sua uscita – la data ufficiale è il 15 di aprile – è stata scelta apposta per introdurre la bella stagione. La IPA di Alessandro Cocco è pensata infatti per essere dissetante, adatta per il caldo e in particolare per accompagnare gli aperitivi.

Si tratta (non l’abbiamo assaggiata: ci affidiamo alla scheda del produttore) di un prodotto mediamente alcolico – 6,5% – color arancio chiaro, dotata di sentori agrumati e floreali sia al naso sia in bocca, dove è il pompelmo a farla da padrone, con un amaro ben presente (IBU 63) ma bilanciato.
Onestamente non ci convince l’etichetta, ma probabilmente l’utilizzo di un disegno e di colori “impattanti” vanno esattamente nella denominazione della birra, Antipatica appunto.

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Dalla cantina al boccAle – Baladin

Dalla cantina al boccAle – Baladin

(franz) Meno uno: con la nona puntata, arriviamo al penultimo step del viaggio “autobirrografico”  che il nostro “Ale Div” ha scritto in tempo di pandemia per riassumere trent’anni (?) di viaggi, incontri, visite, degustazioni alla ricerca delle proprie birre predilette. Dopo aver toccato anche la Danimarca di Mikkeller, è tempo di fare di nuovo rotta verso il Belpaese e verso quella Piozzo che tutti noi, direttamente o indirettamente, abbiamo conosciuto. C’entra, ovviamente, Teo Musso e c’entra la sua Birra Baladin di cui spesso abbiamo scritto su Malto Gradimento.

Episodio 9 di 10 – Baladin

Nel 1989 nasceva il “www”, grazie al genio di Tim Berners Lee che inventò un protocollo per trasmettere i dati digitali attraverso la rete internet. Nel 1989 i dischi erano in vinile e se volevi una copia di un misconosciuto gruppo di Seattle, pubblicato da una misconosciuta casa discografica di Seattle, dovevi aspettare un sacco di tempo. Nel caso di “Bleach” dei Nirvana, la mia attesa durò più di un anno, forse anche quasi due. E inizialmente, non mi piacque neanche un po’…

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La trovata vincente del Barley House: un crowdfunding per acquistare il nuovo frigorifero

La trovata vincente del Barley House: un crowdfunding per acquistare il nuovo frigorifero

Restare indipendenti con l’aiuto dei propri clienti, chiedendo loro un aiuto e ripagandoli con birre di alta qualità. Il Barley House di Gallarate è uno dei più vivaci punti di riferimento per il movimento della birra artigianale in provincia di Varese; lo abbiamo già detto in più occasioni (l’ultima, in ordine di tempo, è la creazione della birra cittadina, la Brusa Balùni) e lo confermiamo nel parlarvi della nuova iniziativa portata avanti dal piccolo ma curato locale di via San Giovanni Bosco.

Il Barley ha infatti lanciato nei giorni scorsi una originale campagna di crowdfunding, tesa a comperare un nuovo frigorifero. Un acquisto necessario per via del numero sempre maggiori di referenze trattato dal locale e – ovviamente – per la necessità di mantenere la catena del freddo che serve a preservare al meglio le birre, in particolare le tipologie molto luppolate che, come noto, vengono danneggiate fortemente, a livello organolettico, se la temperatura di stoccaggio è troppo alta. (altro…)

Aldo Gradimento – Tartare “gose” di Pasqua

Aldo Gradimento – Tartare “gose” di Pasqua

Aldo, arrivano Pasqua e Pasquetta: è il tuo momento. «Mi metto al lavoro al volo e ti mando la ricetta». Detto fatto, ecco una nuova puntata di Aldo Gradimento, la rubrica del nostro blog dedicata alla gastronomia, in tempo per fare la spesa in vista della domenica di festa.
Chef Aldo Scutteri, che a livello professionale “comanda” la cucina di Lombo Cucinieri & Co. a Barasso, ha preparato un piatto fresco e primaverile, una tartare di carne accompagnata da una gelatina alla gose, tipologia di birra di cui vi parliamo a seguire.

N. B. – Se vi cimenterete con la ricetta, potete immortalare il vostro piatto e inviarci la foto (maltogradimento@gmail.com) che pubblicheremo qui e/o sulla pagina Facebook di Malto Gradimento. Se invece siete interessati a diventare partner commerciali dell’iniziativa (come sponsor o come fornitori degli ingredienti), contattateci via posta elettronica. 

La birra

Per la birra da utilizzare in questa ricetta, dobbiamo fare un salto – a livello storico – in quel di Lipsia. La gose infatti è una tipologia originaria proprio della città tedesca e ha la particolarità di essere una birra salata. Degustandola infatti, si avverte una leggera e particolare sapidità assai originale. Ha una storia molto antica anche se è uno di quei prodotti che, a un certo punto, ha rischiato di scomparire. Rischio che è rimasto tale, visto che ora la produzione è tornata in auge e ha trovato tanti birrai pronti a cimentarsi con essa, anche in Italia. Per questa ricetta chef Aldo ha utilizzato una gose prodotta in Friuli, la “Sta tornando l’estate” del birrificio agricolo “The Lure” di Fogliano Redipuglia in provincia di Gorizia.
Tra i produttori del Varesotto, Birra OV produce la sua Gos’é mentre per restare ad altri marchi famosi troviamo la gose anche nel catalogo di Hammer, Casa di Cura, Busa dei Briganti e altri ancora (per approfondire, c’è questo bell’articolo di Cronache di Birra – QUI)

Gli ingredienti

“Tartare gose” di Pasqua con asparagi, misticanza e formaggella di capra

3 g di gelatina in fogli
1 bicchiere d’acqua
1 lime
150 ml. di birra gose

400 g Carne per tartare
8 asparagi
Formaggella di capra
Misticanza
Olio evo
Pepe
Sale aromatizzato
Fiori essiccati edibili / Fiori edibili

Il procedimento

1 – Immergere i fogli di gelatina in acqua
2 – Portare a ebollizione la birra con il lime tagliato in due
3 – Strizzare la gelatina e aggiungere la birra dopo avere eliminato il lime
4 – Versare in 4 stampini tondi e lasciare raffreddare

5 – Pulire e tagliare gli asparagi con una mandolina; disponrre le fette su una griglia (forno o barbecue) e farli essiccare a 150° C per 10 minuti circa
6 – Lasciare raffreddare gli asparagi e con essi foderare i 4 coppapasta lasciando fuori le punte degli asparagi stessi
7 – Tritare a coltello la carne (se non è già stata acquistata tritata)
8 – Aggiungere olio, sale aromatico e pepe
9 – Dividere l’impasto in quattro palline e dare a ciascuna la forma nei coppapasta foderati con gli asparagi
10 – Decorare con misticanza e scaglie di formaggella di capra

L’impiattamento

Togliere la gelatina dagli stampi e posizionarla accanto alla tartare. Decorare infine con fiori essiccati edibili.
E buona Pasqua!

LEGGI tutte le ricette della rubrica “Aldo Gradimento”

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Davide, il “varesino di Norvegia” che trasforma la birra nelle botti di legno

Davide, il “varesino di Norvegia” che trasforma la birra nelle botti di legno

Prima di cominciare a leggere questo articolo, munitevi di una carta geografica dell’Europa come ha fatto, agli albori della sua avventura, il protagonista di cui vi stiamo per raccontare la storia. Lui si chiama Davide Callegari, é nato a Milano ed è partito da Varese – dove si era trasferito da bambino e ha studiato sino al liceo – per diventare (all’estero) un birraio apprezzato e specializzato in un settore, quello delle birre affinate in botte, che anche nel nostro Paese sta riscuotendo un successo crescente.

Oggi Callegari si trova a Stavanger, sulla costa occidentale della Norvegia e – tra un’occhiata e l’altra al Mare del Nord – gestisce con maestria la barrel house – chiamiamola “cantina delle botti” – di uno dei produttori nordici più importanti, conosciuti e apprezzati, Lervig Aktiebryggeri. Un marchio che da tempo si è specializzato anche nell’affinare in legno le proprie stout estremamente alcoliche ma che ha deciso di ampliare la propria gamma di birre invecchiate in botte. E per farlo ha chiamato sui fiordi questo giovane varesino – Davide è del 1988 – che si è fatto notare durante la sua solida esperienza britannica.

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