Cinquantasei anni dopo, la birra in Italia si appresta ad avere nuove norme e regole da rispettare. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva un decreto di legge (già passato alla Camera) che rende legge dello Stato un emendamento firmato dal senatore Luca De Carlo (FdI), presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, con il quale saranno riscritte e aggiornate le normative in ambito brassicolo.
Una decisione che porta il settore nel futuro: finora infatti tutto era normato dal DPR 1498 del 1970 destinato ad andare in pensione: entro sei mesi (180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) infatti un decreto interministeriale definirà caratteristiche analitiche e requisiti qualitativi aggiornati per le diverse tipologie di birra. (altro…)
Ah, la parmentier. Ma ne esiste anche una versione alla birra? Sì, e ve lo spieghiamo in questa puntata della rubrica “Aldo Gradimento” in cui chef Aldo Scutteri – lo trovate ai fornelli del ristorante “Lombo Cucinieri &Co” di Barasso – prepara la tradizionale crema di patate di origine francese addizionandola di una birra “made in Varese”. Vediamola insieme!
N. B. – Se vi cimenterete con la ricetta, potete immortalare il vostro piatto e inviarci la foto (maltogradimento@gmail.com) che pubblicheremo qui e/o sulle pagine social di Malto Gradimento (i link a fine articolo). Se invece siete interessati a diventare partner commerciali dell’iniziativa (come sponsor o come fornitori degli ingredienti), contattateci via posta elettronica. Tra gli ingredienti e il procedimento alcuni prodotti rimandano a un link di Amazon: se avete bisogno di acquistarli fatelo da qui, così date un piccolo sostegno a Malto Gradimento. Grazie.
La birra
Per la nostra parmenbier, Aldo ha utilizzato una birra prodotta sul territorio, la McBlack di “50&50” caratterizzata da un’elegante livrea scozzese. Il motivo è presto detto: la tipologia infatti è quella delle scotch ale, birre dotate di un tenore alcolico alto (in questo caso siamo all’8%), di un corpo rilevante, caratterizzata da note maltate, di caramello ma anche da sentori di prugna e frutta secca. Se non trovate la birra indicata, niente paura: le scotch ale non sono particolarmente diffuse in commercio ma qualche tipo si trova senza grossi problemi sugli scaffali dei supermercati, anche se il nostro consiglio resta quello di affidarsi a prodotti artigianali (nel Varesotto segnaliamo anche la Hoops, capostipite della beer firm Hoopsbeer di Induno Olona).
600 g di patate (meglio se farinose)
400 g (circa) di cipolle e porri (circa 400 g)
1 lattina di birra “McBlack” (birrificio 50/50)
40 g di burro
1,2 l di brodo vegetale (o acqua salata)
100 ml di panna fresca liquida
Sale e pepe: q.b.
Erba cipollina: per guarnire
Crostini: per guarnire
Il procedimento
1 – Preparazione delle verdure: puire bene i porri e le cipolle. Affettare finemente (QUI un coltello adatto). Pelare le patate e tagliarle a cubetti piccoli (così cuoceranno più velocemente). 2 – Il soffritto: in una pentola capiente, sciogliere il burro a fuoco dolce. Aggiungere i porri e cipolle, lasciare appassire per circa 10 minuti e sfumare con tutta la birra. 3 – Cottura: unire le patate e mescolare per circa 2′. Coprire con il brodo caldo. Portare a bollore, poi abbassare la fiamma e lasciar sobbollire con il coperchio per circa 25′-30′ finché le patate non iniziano a disfarsi. 4 – Frullatura: togliere dal fuoco e usare un frullatore a immersione (compralo QUI) fino a ottenere una crema liscissima. Se la si preferisce più rustica, la si può schiacciare grossolanamente con una forchetta. 5 – Il tocco finale: aggiungere la panna, aggiustare di sale e pepe e rimettere sul fuoco per 2′ per amalgamare il tutto. 6 – Il consiglio: aggiungere crostini a piacere
Se questo blog esiste, è grazie a una passione per la birra che da queste parti è nata e si è sviluppata nella seconda metà degli anni Novanta. E in quel periodo ci sono stati luoghi decisivi per sviluppare questo interesse, i primi in cui era possibile assaggiare prodotti diversi dai soliti, da quelli incontrati alle spine dei pub di allora o sugli scaffali dei supermercati. Luoghi rari, ma raggiungibili anche da chi viveva tra la sponda magra del Lago Maggiore e il confine con la Svizzera. Uno era a Lurago Marinone, raggiungibile in auto anche al venerdì o al sabato sera: il Birrificio Italiano. L’altro a Milano, non lontano da Città Studi, perfetto per quando si restava in città al termine delle lezioni: lo “Skunky” di Lambrate. (altro…)
Trent’anni fa, in Italia, prendeva vita il movimento della birra artigianale, con un drappello di visionari che – grazie a una variazione legislativa – iniziarono a produrre su impianti poco più che casalinghi tracciando una strada che ha permesso di creare un intero settore economico.
Una storia accompagnata da autori, scrittori, divulgatori, giornalisti che hanno messo nero su bianco storie, dati, birre, itinerari e tanto altro: volumi che però non hanno mai avuto una “casa comune”. (altro…)
La cerimonia di incoronazione di “Birra dell’Anno”, all’interno del Beer&Food Attraction di Rimini, è uno degli appuntamenti più attesi sul pianeta della birra artigianale italiana. Lo è perché i premi in palio sono molti, perché riceverne uno – lo dicono i birrai stessi – dà una mano nelle vendite (figuriamoci quando se ne vincono molti…) e perché riesce a radunare per due ore centinaia di persone davanti al palco delle premiazioni, strappandola agli stand (dove – ricordiamo – gli assaggi sono gratuiti),
Pubblico attento e pronto a celebrare chi – via via – va a ricevere l’attestato e il trofeo, con 46 premiazioni suddivise tutte tra terzo, secondo e primo classificato. E nel lungo elenco non mancano diversi birrifici di casa nostra, intendendo una “casa allargata” non solo al Varesotto ma anche alle province di Verbania e Novara e all’Alto Milanese.
VARESOTTO: NON SOLO 50&50
Uno dei marchi più attesi era senza dubbio “50&50” che nel 2025 si aggiudicò addirittura il titolo generale di “Birrificio dell’anno” grazie ai tanti podi ottenuti. Questa volta il produttore di Varese non riesce a ripetere l’exploit ma resta un punto di riferimento con tre medaglie: la Kalopsia è oro tra le APA, la “Alus” e la “God of Laif” argento rispettivamente tra le helles/keller e le session IPA.
Accanto a 50&50 ci sono però altri due birrifici varesotti a festeggiare. Notevole la prestazione di Ma.Bo Beer, la beer firm basata tra Valcuvia e Lago Maggiore. Alessio Marella e Stefano Bodio tornano verso Nord stringendo due premi: l’argento della “Funky Persic” tra le acide alla frutta e il bronzodella “Sciura IPA” tra le IPA ambrate/scure. E poi anche Vetra si toglie una bella soddisfazione: il team che lavora a Caronno Pertusella è d’argento con la sua “Black Chocolate” nella categoria delle birre con caffé o cacao.
Ci spostiamo in Piemonte dove è particolarmente rilevante il risultato ottenuto da Birra 100Venti, birrificio di Borgomanero guidato da Oliviero Giberti che – con le medaglie ottenute – è stato in lizza anche per il premio “generale” (poi andato all’umbro Birrificio dell’Eremo). 100Venti chiude il concorso con due ori, un argento e un bronzo: le vittorie arrivano con la “Sir Alestrong” tra le English/Scottish/American strong ales e con la “Anarchiste” tra le belgian blond; argento invece per la “Apache” tra le red/black IPA e bronzo per la “Roger Bitter” nella categoria delle ales ambrate britanniche.
Ci spostiamo a Domodossola per i risultati di Balabiott, medaglia d’oro con la sua “Rabelott” tra le English IPA e di birra ad alta gradazione alcolica salita sul podio bronzo con “Il supplizio della ruota”,delle Tripel. Una categoria, quest’ultima, che vede vincere un’altra piemontese orientale: si tratta della “Triplexxx” di Croce di Malto, produttore di Trecate tanto longevo quanto importante (e vincente) nel panorama nazionale. Il secondo podio per il birrificio diretto da Alessio Selvaggio è per la “Piedi neri” nella categoria delle birre create con cereali speciali, in questo caso il riso venere (oltre alle castagne) per una russian imperial stout.
ALTOMILANESE: SERRA STORTA A SEGNO
Finiamo questa carrellata passando per Buscate, sede di Serra Storta, birrificio diretto da Marco Serazio andato a segno per due volte a Rimini. Medaglia d’oro per la “Bianca” tra le weizen – non certo una categoria di nicchia – e di bronzo con la “Alba” tra le birre affumicate/torbate.
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