Nel cuore dell’estate, The Wall lancia la sua “Solero”

Nel cuore dell’estate, The Wall lancia la sua “Solero”

Ha il nome di uno dei gelati più di successo degli ultimi anni, ma in questo caso il termine deriva dal luppolo utilizzato – si chiama proprio così! – e va a identificare una birra che, proprio come un gelato del genere, è destinata all’estate. In pieno luglio “The Wall” ha infatti messo sul mercato la sua “Solero”, una birra leggera ma non leggerissima (5,6%) con un corposo contributo apportato dalla frutta.

Per definizione infatti, la Solero è proprio una Fruit IPA visto che nel processo di lavorazione i birrai di Venegono Inferiore hanno inserito due frutti tropicali quali il mango e il passion fruit. Sapori e profumi scelti per affiancare una parte “maltata” che oltre all’orzo prevede la presenza di fiocchi di frumento e di avena che donano una certa morbidità al prodotto finito.

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Capita sempre più spesso di incontrare la birra artigianale (vero?)

Capita sempre più spesso di incontrare la birra artigianale (vero?)

Quando un appassionato – come voi o come noi – si imbatte nella birra artigianale al di fuori dei consueti ambiti in cui ci si aspetta di incontrarla (manifestazioni dedicate, locali specializzati, case di amici e via dicendo) ha sempre un moto d’orgoglio, specie se il prodotto proposto è valido.

Sarà un caso, ma dopo la cosiddetta “ripartenza”, le occasioni di trovare la birra artigianale all’interno di contesti “aperti a tutti”, mainstream direbbero gli amanti dell’inglese, ci sembrano sempre più frequenti. Qualche esempio?

Seguendo lo sport per lavoro, qualche settimana fa ho guardato con attenzione la corsa ciclistica professionistica “Adriatica Ionica Race”. Di solito le premiazioni sono bagnate dallo spumante (o dallo champagne a seconda degli sponsor): in quel caso c’era una birra. Una consuetudine di solito riservata, in Olanda, alla Amstel Gold Race (QUI un racconto di quella corsa) ma in quel caso Amstel (industriale) affianca il suo nome a quello della corsa. Alla “Adriatica Ionica” invece c’era una italianissima birra artigianale, la trevigiana “San Gabriel”, marchio famoso per aver inventato ormai parecchi anni fa la birra al radicchio. Azienda che, tra l’altro, fa anche parte dei fornitori del Giro d’Italia. Una prima “martellata” alla consuetudine. (in alto: il vincitore della Adriatica Ionica Race, Lorenzo Fortunato della Eolo-Kometa, festeggia sul podio – foto di Bettini per BiciPro)

Spostiamoci in provincia di Varese: domenica 11 a Maccagno è andato in scena l’Italian Open Water Tour. In quel caso lo sapevamo già, ma ci ha fatto ugualmente piacere che la birra ufficiale – l’unica servita a nuotatori in acque libere e loro amici/parenti/tifosi – fosse artigianale e varesotta, ovvero Birra OV che da un paio di anni affianca questa manifestazione che ormai conta sette tappe in tutta Italia. (NB: prima di OV la fornitura era di 50&50, quindi questa “storia” prosegue da tanto tempo).

Ancora: un amico ha trascorso un pomeriggio piacevole in un parco della provincia, l’area feste di Casorate Sempione. Senza saperlo, ha scoperto che la gestione del bar è nelle mani di un pub molto conosciuto ma anche molto attento al movimento artigianale, il “Crazy” che ha sede proprio a Casorate. E così, in un parchetto di provincia, al posto di un’anonima industriale prodotta chissà dove, un assetato avventore si trova nel bicchiere una chicca a chilometro zero (anche qui OV, mi par di ricordare).

Ultimo flash, poi diamo spazio ai vostri: Ville Ponti (prestigiosa location per congressi sul colle di Biumo a Varese), presentazione ufficiale della 100a Tre Valli Varesine. Ospiti di alto profilo, tra politici, forze dell’ordine, rappresentanti del mondo economico e sportivo e via dicendo. Rinfresco ben curato, ricco, con spritz e spumante ma con – anche – in bella mostra una boule con ghiaccio con riposte bottiglie di birra artigianale. Helles e APA, nella circostanza, provenienti da Serra Storta, il birrificio di Buscate che spesso lavora conto terzi ma che ha anche una propria linea di prodotti.

Quattro esempi che magari sono coincidenze fortunate, o che forse dicono come – finalmente – il mondo della birra artigianale è sempre più consueto nelle vicende di ciascuno di noi. Voi cosa ne dite? Vi sono capitate situazioni simili negli ultimi mesi? Aspettiamo le vostre testimonianze.

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Un’estate di festival birrari targata “Paneliquido”

Un’estate di festival birrari targata “Paneliquido”

Il “nostro” Varese Beer Festival è stato, come vi avevamo spiegato, una delle prime manifestazioni dedicate alla birra artigianale organizzate in Italia dopo la conclusione dei lockdown più o meno severi causati dal coronavirus. Come sapete, il VBF è allestito alla Schiranna sotto l’egida della Cooperativa Mondovisione e di Malto Gradimento ma anche grazie all’attività di Paneliquido, la società specializzata nella realizzazione di eventi birrari che fa capo agli amici David Marelli, Paolo Ghirimoldi (due dei fondatori del VBF) e Luca Casati.

In questa strana estate 2021, Paneliquido garantirà una serie di altre manifestazioni dedicate alla birra craft, collaborando con una serie di produttori e di altri addetti ai lavori per fare ripartire un settore che ha subìto un forte contraccolpo dalla pandemia. Dopo il VBF, la scorsa settimana, è per esempio andato in scena il “Mirabirra” a Mirabello di Cantù che aveva per tema quelle birre (una quindicina alla spina) con storie e risvolti sociali alle spalle.

Tra giovedì 8 e domenica 11 luglio invece, gli appassionati hanno di che dissetarsi a Biassono – provincia di Monza Brianza – in una location affascinante quale è quella di Cascina Costa Alta. Il festival si chiama “Carrobbiolo in Cascina” e come dice il nome è dedicato al birrificio monzese considerato a ragione tra i migliori d’Italia. Diciotto le birre sempre “attaccate” alle spine (ma quelle presenti sono oltre 30 tra cui alcune molto particolari) e un contorno fatto di proposte gastronomiche e musicali ma anche un workshop dedicato alla birra e una cotta pubblica nel parco di Monza. (QUI l’evento su Facebook).

Sabato 10 e domenica 11 un altro evento targato Paneliquido andrà in scena a Cadorago, in provincia di Como: al Cadorago Beer Park saranno venti le birre artigianali italiane a disposizione in rappresentanza di una decina di stili differenti.

Altro evento “monoproduttore” è invece quello che si tiene tra venerdì 16 e domenica 18 a Carate Brianza nella sede del birrificio Menaresta, altro grande nome del panorama nazionale. “Menabelgium” sarà l’occasione di celebrare le birre di Menaresta ispirate alla grande tradizione belga.

Il weekend del 23-25 luglio è di nuovo dedicato alla formula del “Beer Park” questa volta al Parco Lago Nord di Paderno Dugnano, anticipo dell’appuntamento clou dell’estate – e di tutto il programma targato “Paneliquido” – ovvero il Brianza Beer Festival. Un’edizione estiva, quella del BBF, che si terrà al Parco Tittoni di Desio nell’arco di ben cinque giorni, dal 28 luglio al 1° agosto con 100 birre artigianali in rappresentanza di 100 diversi birrifici di tutta Italia. Insomma, una rassegna di grande portata dedicata agli appassionati (ma anche ai neofiti e ai semplici curiosi) che in quel periodo non saranno sotto l’ombrellone lontano dalla Lombardia.
Anche in questo caso, il consiglio è di seguire la pagina-evento su Facebook (CLICCANDO QUI) dove verranno annunciate via via modalità di svolgimento e novità in vista del BBF.

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Carlsberg Italia ha pubblicato il bilancio di sostenibilità 2020

Carlsberg Italia ha pubblicato il bilancio di sostenibilità 2020

Da ormai 10 anni Carlsberg Italia – la filiale italiana del colosso danese – pubblica il proprio bilancio di sostenibilità: un documento nel quale riporta una serie di obiettivi che l’azienda si è data nell’ambito delle tematiche ambientali, sottolineando anche i dati relativi a quanto fatto in quest’ambito nei 12 mesi precedenti.

Ne parliamo perché – come forse tutti saprete – il principale impianto produttivo di Carlsberg Italia è situato alle porte di Varese, lo storico (e famoso) Birrificio Poretti di Induno Olona che ha tutt’ora un ruolo chiave non solo come stabilimento ma anche per il vecchio nome (Poretti, appunto) che da qualche anno è stato rispolverato per aumentare la competitività sul mercato interno. (altro…)

La redazione di “Yaaas” al Varese Beer Festival

La redazione di “Yaaas” al Varese Beer Festival

La birra artigianale può essere una bevanda attraente anche per i più giovani (maggiorenni ovviamente)?
Probabilmente sì, a giudicare dalle tante ragazze e dai tanti ragazzi che hanno partecipato alle serate del recente Varese Beer Festival alla Schiranna. Certo, spesso il costo dei prodotti di qualità superiore è uno scoglio per i potenziali clienti della fascia tra i 18 e i 25 anni, ma proprio la cultura del bere bene può fare la differenza e avvicinare al mondo craft anche i ventenni.

Anche per questo al VBF è arrivata in forze la redazione di “YAAAS – Il giovane che fa notizia, lo spin off di VareseNews scritto dai giovani e diretto ai loro coetanei. Francesca, Ilaria e Stefano hanno gironzolato tra gli stand e i tavoli del festival, raccogliendo una serie di interviste agli operatori del settore e alle persone che hanno scelto di trascorrere un venerdì sera davanti a un bicchiere di birra artigianale.
A seguire il video reportage:

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