Il calendario della Serie A di basket ci porta, talvolta, ad abbinare le partite in trasferta della Openjobmetis Varese a qualche realtà del mondo della birra artigianale. I risultati sul parquet sono, di nuovo, deficitari (come ben sanno tutti i tifosi biancorossi), quelli dietro al bancone invece sono decisamente migliori, anche in questo avvio di campionato. Per raccontare le partite della Openjobmetis siamo stati, nell’ultimo mese, prima a Reggio Emilia e poi a Tortona, concludendo il lavoro di cronaca e pagelle in due locali che vale la pena visitare.
QUI REGGIO EMILIA – A Reggio la scelta è stata facile, seppure un po’ fuorimano rispetto al palazzo dello sport (il PalaBigi, la cui piazza antistante è dedicata a Kobe e Gianna Bryant): il celebre Arrogant Pub, che abbiamo visitato – credo – per la terza volta in pochi anni. Recensire l’Arrogant è quasi inutile vista la – meritata – fama che lo precede soprattutto per il suo rapporto con le birre acide che ha portato il locale reggiano a organizzare un festival di rilevanza internazionale (Arrogant Sour Festival).
Ma anche per chi non è particolarmente votato all’acido (noi, per esempio), l’Arrogant resta un grande punto di riferimento sia per bere sia per il lato gastronomico. Il nostro dopo partita, con articoli cestistici ancora da completare, non è il momento ideale per conoscere un locale nei dettagli, ma vi accontenterete: nel bicchiere abbiamo alternato una bevuta straniera (una meravigliosa Ritterguts Gose che ha spiazzato il nostro accompagnatore, poco esperto di birre particolari) e una italiana (Brasseria della Fonte). Nel piatto abbiamo onorato la scelta dell’Arrogant di proporre ricette della tradizione locale, spesso originali, e così abbiamo gustato l’erbazzone montanaro e la “bomba” di riso e ragù che valgono il viaggio al pari delle birre.
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QUI TORTONA – Lo spostamento del Derthona Basket dal campo di Casale Monferrato alla nuovissima Nova Arena della città piemontese ci ha tolto la ormai tradizionale tappa al Moonfrà di cui vi avevamo parlato QUI. Poco male perché a 3′ di macchina dalla Cittadella dello Sport voluta dal Gruppo Gavio abbiamo scoperto il brewpub del primo birrificio artigianale cittadino, il Fermento Hub. Ricavato in una antica fabbrica di tabacchi (e il nostro consiglio è quello di creare una birra con questo particolare ingrediente: qualche esempio c’è), il Fermento è un locale molto carino con gli impianti produttivi a vista, rialzati rispetto alla sala dove si mangia. E con grafiche in stile liberty molto graziose.
Anche in questo caso, come all’Arrogant, la proposta gastronomica è molto interessante e curata, rivolta in special modo alla carne: in carta ci sono anche tagli dry aged, noi ci siamo accontentati di un più normale chili con riso basmati (hamburger per il collega che era con me). A differenza di Reggio, ovviamente, a Tortona vengono servite le birre prodotte a “metro zero”: promossa sia la mild Mildred sia la Ludo, una session IPA profumata e facile da bere (la strada del ritorno, in tarda serata, consigliava di stare leggeri a livello alcolico…). La carta è piuttosto ampia e comprende anche una collaborazione tra i produttori della zona, la kolsch Pedala, nata per celebrare la tappa del Giro d’Italia 2023 arrivata in città: con Fermento hanno lavorato nella circostanza anche il più celebre Montegioco e il birrificio Gedeone. Nel complesso, quindi, una tappa interessante anche se la stoppata di Biligha a Iroegbu a fil di sirena ci ha tolto la gioia di un brindisi per la nostra squadra di basket.
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