Se questo blog esiste, è grazie a una passione per la birra che da queste parti è nata e si è sviluppata nella seconda metà degli anni Novanta. E in quel periodo ci sono stati luoghi decisivi per sviluppare questo interesse, i primi in cui era possibile assaggiare prodotti diversi dai soliti, da quelli incontrati alle spine dei pub di allora o sugli scaffali dei supermercati. Luoghi rari, ma raggiungibili anche da chi viveva tra la sponda magra del Lago Maggiore e il confine con la Svizzera. Uno era a Lurago Marinone, raggiungibile in auto anche al venerdì o al sabato sera: il Birrificio Italiano. L’altro a Milano, non lontano da Città Studi, perfetto per quando si restava in città al termine delle lezioni: lo “Skunky” di Lambrate.
Due realtà che da allora non sono solo rimaste attive ma che, anno dopo anno, sono divenute sempre di più simboli del movimento italiano della birra artigianale di cui furono pionieri, forse non del tutto consapevoli di quel che avrebbero generato. Dai primi boccali riempiti nei rispettivi locali sono passati trent’anni – si fa convergere sul 1996 l’inizio di questa “era” – e per festeggiare la ricorrenza proprio Birrificio Italiano e Lambrate hanno realizzato una birra in collaborazione, servita per la prima volta durante Beer and Food Attraction a Rimini.
SHOP
– Su Amazon
Il libro – “Di cotte e di crude, 30 di birra artigianale in Italia” (di Alessandra Agrestini)
La guida – “Milano per Lonely Planet”
Il mobile – Una libreria originale per la vostra biblioteca
– Su Buytec
Scopri Buytec: smartphone, notebook e dispositivi ricondizionati certificati, garantiti e subito disponibili. Tecnologia sostenibile al miglior prezzo.
Il nome è perfettamente azzeccato (si chiama “Classe 96”) e per parlare della birra e più in generale dei trent’anni abbiamo chiacchierato con Giampaolo Sangiorgi, il “Monarca di Lambrate” (foto in alto), l’alter ego di quel che Agostino Arioli è per il Birrificio Italiano. Il “Monarca” è anche il figlio del professor Franco Sangiorgi, scomparso alcuni anni fa, allora docente alla Facoltà di Agraria ma anche primo presidente di Unionbirrai.
Giampaolo, com’è nata la decisione di fare una birra insieme proprio per i 30 anni della birra artigianale italiana?
«In modo molto semplice: grazie all’amicizia tra me e Agostino, che tra l’altro è stato studente di mio padre all’università. In occasione dei 30 anni, volevamo riconoscerci il merito di essere stati i fondatori del movimento. Abbiamo deciso di farlo nel modo che conosciamo meglio: producendo birra e in particolare una Modern Italian Pils. Questo stile ci caratterizza perché entrambi abbiamo iniziato seguendo gli stili tedeschi, anche se in questo caso abbiamo utilizzato luppoli più moderni ma sempre di origine germanica».
La “Classe 96” è un po’ l’unione delle vostre prime birre. Birre che, tra l’altro, hanno fatto la storia del movimento.
«Esattamente. Eravamo indecisi se fare una buona bassa fermentazione o un prodotto più luppolato in stile americano, ma la scelta è ricaduta rapidamente sullo stile tedesco. L’obiettivo era creare un prodotto beverino e piacevole e credo che ci siamo riusciti».
Come sono stati questi 30 anni? Si possono trovare due o tre aggettivi per raccontarli e raccontare anche l’esperienza del Lambrate?
«Sono stati sicuramente emozionanti, intensi e “devastanti”, nel senso che abbiamo vissuto un’evoluzione incredibile di situazioni che ci hanno fatto vivere momenti importantissimi. Parlo personalmente per il Birrificio Lambrate, ma anche per il Birrificio Italiano, poiché siamo cresciuti insieme. Entrambe le nostre realtà sono riuscite a compiere una grande crescita sia a livello produttivo che qualitativo».
Se dovessimo fare una previsione per i prossimi cinque anni, quale potrebbe essere la direzione per la birra craft in Italia?
«Oggi le cose sono cambiate: non è più solo il pubblico a guardare con interesse il comparto craft, ma deve essere il comparto stesso a osservare le nuove tendenze di mercato. C’è una naturale evoluzione del pubblico che oggi richiede prodotti con basso o nullo tenore alcolico e a basso contenuto di calorie. Per questo motivo, stiamo effettuando investimenti ingenti per essere pronti a colmare questa parte di mercato».
Commenti recenti