Non abbiamo pretese di scientificità, quindi non sappiamo se la nuova strada professionale intrapresa da Luigi D’Amelio, in arte “Schigi” sia una novità assoluta almeno per l’Italia. Ma potrebbe esserlo. L’ormai ex birraio di Extraomnes torna in una sala cottura ma non guiderà né un birrificio tradizionale né una beer firm propriamente detta: sarà infatti responsabile di un “marchio personale” – Schigibier – che fa capo a un’azienda con un’altra proprietà.
Le birre a marchio Schigibier saranno infatti prodotte sull’impianto di Hibu a Burago di Molgora ma avranno una vita propria, “esterna” alle linee realizzate dal produttore brianzolo. Birrificio, lo ricordiamo, che ha alle spalle una storia particolare: era infatti stato acquistato da Heineken e dopo pochi anni era stato “rivenduto” dalla multinazionale olandese ai fondatori, Raimondo Cetani e Tommaso Norsa.
Il lavoro di Schigi è già iniziato e l’impronta è quella che ci si aspetterebbe da lui, ovvero gli stili originari del Belgio. «Ma si tratta di ricette nuove – sottolinea D’Amelio – che avevo in mente da tempo e che avevo intenzione di sviluppare e sperimentare». Nessuna “fotocopia” dei precedenti lavori con Extraomnes che, come noto, continua la propria produzione da beer firm sull’impianto di The Wall a Venegono Inferiore.
SHOP
– Su Amazon
Il libro – The Belgian Beer Book (in inglese)
L’ingrediente – Il pepe rosso Kampot, raro e pregiato
Il gadget – Un ottimo portacellulare da cruscotto
– Su MWS Italia – Le migliori offerte per i tuoi acquisti
– Su IBS – Un codice sconto IBS per libri e altro
– Su MISTERDOMAIN – Il tuo dominio al prezzo migliore
«Il progetto è completamente nuovo ed è legato a Hibu per la parte produttiva, però le scelte sono affidate a me e le Schigibier seguiranno il loro cammino anche a livello di distribuzione» spiega Schigi che avrà quindi un ruolo importante anche nella promozione del proprio lavoro. «Una strada nuova, diversa dal solito, ma mi fa piacere provare questa soluzione che è molto stimolante».
Per il momento la linea Schigibier prevede tre birre: una saison («ambrata, come doveva essere in origine questo tipo di birre») chiamata Anatema, una blond (la Karasciò) e una belgian strong, la Imprimatur, caratterizzata dall’uso di un doppio lievito e dalla speziatura derivata dall’uso del raro pepe rosso Kampot proveniente dalla Cambogia. L’elenco è, ovviamente, destinato ad allungarsi ma per il momento questa è la triade dell’esordio sul mercato: le nuove Schigibier dovrebbero diventare disponibili alla fine del mese di maggio; poco dopo probabilmente sarà organizzata una serata di lancio in diversi locali selezionati. E la curiosità, per molti affezionati clienti, è già ai massimi.
Segui la pagina di MALTO GRADIMENTO su Facebook
Segui il profilo di MALTO GRADIMENTO su Instagram
Iscriviti al canale di MALTO GRADIMENTO su Telegram
Commenti recenti