C’è anche un emendamento che riguarda la birra tra quelli segnalati alla Legge di Bilancio 2026: è quello avanzato dalla senatrice Gisella Naturale (Movimento 5 Stelle) che ha richiesto di ridurre l’accisa sulla birra prodotta in Italia. Uno “sconto” minimo – si passerebbe da 2,99 a 2,97 euro per ettolitro e per grado Plato – che andrebbe applicato dal 1° gennaio prossimo e che ha riscosso l’approvazione delle associazioni di categoria.
La proposta è infatti stata promossa da Assobirra, l’associazione che raduna soprattutto i grandi marchi industriali, ma ha trovato sponda anche in Unionbirrai che, invece, raduna i birrifici artigianali e indipendenti. «Una misura di buon senso» la definisce Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai spiegando come «con una copertura economica stimata in 4,7 milioni di euro l’anno si riesce a dare un ulteriore sostegno al comparto, soprattutto ai piccoli produttori che continuano a contraddistinguersi all’estero per le loro eccellenti produzioni».
Un riferimento chiaro ai successi ottenuti di recente dai marchi artigianali italiani nei principali concorsi europei come l’EBS in Baviera o il BBC in Belgio dove anche i produttori varesotti si sono fatti onore a suon di medaglie. Lo scorso anno il comparto brassicolo aveva già ottenuto vantaggi dalla Legge di Bilancio con l’innalzamento degli sconti d’accisa per i piccoli birrifici che producono fino a 60mila ettolitri l’anno.
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Al di là delle politiche di questo tipo però, Ferraris e Unionbirrai puntano l’attenzione anche su un altro aspetto, quello della eccessiva burocrazia che troppo spesso soffoca le aziende di dimensioni più ridotte. «L’applicazione del sistema forfettario per sempre più piccolissimi produttori permetterebbe alla Pubblica Amministrazione di ridurre i costi di gestione e controllo, garantendo allo stesso tempo entrate certe per l’Erario, senza sacrificare il gettito fiscale. Ma soprattutto darebbe respiro agli imprenditori, che potrebbero concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: produrre birra di qualità, investire in innovazione, creare lavoro e contribuire alla ricchezza dei territori». Una proposta, quest’ultima, che Unionbirrai ha lanciato nei mesi scorsi in particolare con un intervento dello stesso Ferraris nel corso di un convegno organizzato durante “Bolle di Malto” a Biella.
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