«Il nome, “Due tocchi”, richiama il brindisi: il primo tra i bicchieri e il secondo sul bancone, e ha un che di romantico. Le birre invece hanno tutte una denominazione ironica, scherzosa. Slitta, Storta, Garganhelles. Anche l’ultima nata, l’ho chiamata Viuster… Ho cercato di far capire a tutti come intendo io il mondo della birra: risate, compagnia, momenti sociali». Giovanni Novembre racconta così l’essenza della sua creatura, la beer firm “Due Tocchi” che proprio in questo giugno 2026 compie dieci anni di attività.

«Prima di fare questo mestiere ero nel mondo dell’autotrasporto. Ci sono rimasto per oltre vent’anni, sempre in forme indipendenti, ma all’ennesimo contratto che stava per terminare, all’ennesimo problema all’orizzonte ho deciso di cambiare rotta. Lì avevo dato tutto» racconta Giovanni, mentre sullo sfondo arriva una grandinata epocale, l’ennesima in questa balorda primavera lombarda.

Era il 2015 quando scattò la scintilla: da homebrewer a produttore, seppure su impianti altrui. «Da alcuni anni mi ero avvicinato a questo mondo appassionante. All’incirca nel 2012 ho iniziato a produrre in casa con una certa attenzione e costanza e finalmente, nel 2016, ho dato vita alla beer firm». Dopo le prime cotte da Stradaregina, Novembre si è legato a “The Wall” che tutt’ora è uno dei birrifici dove nascono le “Due Tocchi”. «Aumentando la produzione ho aggiunto altre collaborazioni: ora, oltre a “The Wall” lavoro con “50&50” e “Zonamosto”. Tutte aziende di alto livello con cui mi trovo molto bene».

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Quando chiediamo a Giovanni quale sia la principale soddisfazione ottenuta in dieci anni, lui non guarda a premi, prodotti o appuntamenti particolarmente riusciti. Ma torna alla radice. «Il fatto di esserci riuscito. Vivere di birra artigianale, scegliere di fare il beer firmer come primo lavoro non è per niente facile. Ho fatto la classica gavetta, sono partito da zero sotto molti aspetti, mi sono preso un po’ di porte in faccia, ho beccato anche il Covid, nel frattempo. Però mi sono creato un buon giro di clienti, adatto ai miei volumi di produzione (tra i 300 e i 350 ettolitri all’anno ndr) e ho raccolto l’apprezzamento di tante persone. Credo davvero che mi vogliano bene in tanti, e questo è bello. Poi per carità: fanno piacere anche i premi o la menzione nella guida Slow Food, ci mancherebbe altro. E per tutto devo ringraziare la mia famiglia, che mi è sempre stata accanto».

Per celebrare il decennale, Due Tocchi ha organizzato una festa a Rescaldina, sabato 13 giugno: «Sarà una festa popolare – assicura Giovanni – nel mio stile. La faccio insieme alla Pro Loco in via Baita 21, ci saranno le birre, le salamelle e tutto il resto. Un’occasione per stare insieme, soprattutto. Da mezzogiorno a mezzanotte». Alla sera due concerti: apre la Sottosopra Band e poi spazio ai (nostri amici) The McChicken Show, e non avremmo saputo trovare un abbinamento migliore.

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