Tempo di “ristrutturazioni” e di novità nel mondo delle beer firm del Varesotto. Dopo aver parlato del capoluogo con Birra Var, facciamo un salto sul Lago Maggiore dove è protagonista, da ormai quasi sei anni, Ma.Bo. Beer, il marchio nato dall’iniziativa di Alessio Marella (MA) e Stefano Bodio (BO).
Un’avventura in graduale ma costante crescita, se pensiamo che quest’anno la previsione di Ma.Bo è di superare quota 100 ettolitri già avvicinata nel 2024, il frutto – anche – di una proposta che poco alla volta si sta ampliando così come la distribuzione del prodotto. Se infatti il core business è rappresentato da locali, ristoranti e negozi con sede sulle due sponde del Verbano, è in corso una collaborazione che mira a diffondere Ma.Bo. anche nella Bergamasca.
Ma andiamo con ordine, perché la novità più rilevante è senza dubbio il cambio di impianto: la chiusura del birrificio valtellinese Revertis ha costretto Ma.Bo. a scegliere un nuovo terzista per confezionare le proprie birre. «La scelta è stata quella più logica: Revertis, con cui abbiamo avuto un ottimo rapporto professionale e personale, ha venduto il proprio marchio a Birragaia – spiega Alessio Marella – abbiamo incontrato quest’ultima realtà che ha sede a Carate Brianza e abbiamo deciso di portare le nostre ricette da loro. Ci siamo subito trovati bene con il birraio di Gaia, Andrea Semilia, e grazie al loro impianto di imbottigliamento abbiamo ulteriormente affinato le nostre birre».
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E proprio a livello di birre, Ma.Bo. continua a evolversi. «Una delle maggiori novità è aver trasformato la nostra “Bela Tusa” in una birra senza glutine. La richiesta di questo genere di birre è sempre più elevata e ne abbiamo avuto conferma partecipando all’Artigiano in Fiera a Milano; la Bela Tusa aveva già un basso contenuto in glutine e quindi abbiamo deciso di renderla adatta ai celiaci».
Per quanto riguarda le altre birre, la lager “Tas&Bef” (Taci e bevi) ha affrontato un parziale restyling con la ricetta diventata 100% italiana con l’introduzione di luppoli di produzione nazionale. La novità è invece la “Sgarzulina”, una pils adatta per l’estate con grado alcolico fissato a 4,8% e sentori erbacei e floreali a nobilitare la bevuta.

La “Bela Tusa” con il marchio “gluten free”
Se – infine – sono confermate sia la natalizia “Spazzacamin” sia la “Sciura IPA”, sia la “Scimbia”, in casa Ma.Bo. sta avanzando un’altra novità, una sour ale alle pesche realizzata a partire dalla “Bela Tusa” e invecchiata in botte. Il nome richiama l’ingrediente speciale, si chiamerà infatti “Funky Pérsic” (pérsic è il termine dialettale che indica le pesche ndr) con i frutti che arrivano dall’azienda agricola “Archimede” di Caravate; la tiratura sarà limitata a 250-300 bottiglie da mezzo litro. Una piccola chicca per i clienti più affezionati e – perché no – per attrarre nuovi appassionati.
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