Il nostro “giro estivo” tra le beer firm varesotte (QUI parliamo di Birra Var, QUI invece di MaBo) non poteva toccare anche la realtà di Hoopsbeer, il marchio che ha sede a Induno Olona e che fin dal nome ha un curioso richiamo a una squadra di calcio scozzese, il Celtic Glasgow, passione sportiva del fondatore Massimo Zacchi.

In questa estate 2025 Hoopsbeer ha “oltrepassato” un confine che finora era rimasto inviolato, quello delle birre chiare. In portafoglio infatti la beer firm aveva finora una scotch ale (la capostipite Hoops), una brown ale (Skipper Scott) e una smoked ale (Jinky). La nuova nata si chiama Golden Bhoy, una golden ale con – comunque – un tocco particolare, l’utilizzo tra gli ingredienti dell’erica (Heather), una pianta poco utilizzata nel mondo brassicolo.

«La scelta dell’erica è sempre legata al mondo anglosassone, perché ricorda le brughiere scozzesi e irlandesi dove questa pianta è ben presente – racconta Zacchi – e inoltre ci permette di consolidare l’uso, nelle nostre ricette, di un ingrediente particolare come è stato il sambuco nella brown ale». L’aggiunta di una birra chiara alla produzione di Hoopsbeer è stata un’evoluzione piuttosto naturale: «Da un lato avevamo voglia di proporre uno stile più immediato ai nostri clienti, dall’altro era anche una necessità commerciale – prosegue Zacchi .- Uno dei nostri canali principali di distribuzione è la partecipazione agli eventi dove una birra chiara è sempre richiesta: abbiamo così sviluppato la nostra ricetta e l’abbiamo realizzata sull’impianto di Dulac con cui collaboriamo da tempo con grande soddisfazione». A proposito di partecipazioni, Hoopsbeer ha stretto un rapporto importante con il Festival Scozzese di Barga, in provincia di Lucca, ormai un appuntamento fisso per le birre di Induno Olona.

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Accanto alla beer firm, Zacchi è attivo in ambito birrario con l’e-commerce “Birra e Birre” e racconta un retroscena curioso. «Le due puntate che la trasmissione di Rai 3 “Report” ha dedicato alla birra sono state un volano importante per le proposte artigianali o comunque per le birre di qualità. Addirittura, durante la seconda parte dell’inchiesta (imperniata su birre trappiste e d’abbazia), abbiamo ricevuto e processato dieci ordinazioni a puntata ancora in corso».

LA GOLDEN BHOY

Prima di iniziare l’assaggio, una precisazione: il nome è – come le precedenti – un omaggio al Celtic. “Bhoys” è infatti un appellativo utilizzato dai tifosi per identificare i giocatori biancoverdi (al pari di Hoops, “cerchiati”) e l’acca serve a rendere la pronuncia più scozzese.
Nel bicchiere la “Bhoys” appare di colore dorato, leggermente velata, con un bel cappello di schiuma bianca piuttosto fine e abbastanza persistente. Il naso regala note marcate di cereale e di miele, altre di frutta a polpa gialla e sentori erbacei. In bocca la “Bhoys” appare morbida, erbacea, con un amaro abbastanza marcato che va a sfumare lasciando una sensazione di “pepato” a fine sorso. Da provare.

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