23 dicembre 1994: davanti al notaio comasco Massimo Caspani veniva costituita la società “Nuovo Birrificio Italiano s.r.l.”, con un capitale di 20 milioni di lire. Un atto come tanti altri che si consumano ogni giorno in uno studio notarile, almeno per le statistiche; un momento decisivo e significativo invece per il mondo della birra artigianale italiana.
I protagonisti di quella giornata si sono ritrovati a pranzo, ad Appiano Gentile per festeggiare un traguardo notevole: i tre decenni di uno dei birrifici più importanti, radicati e amati del panorama nazionale. Da quel giorno all’apertura del “Birri”, ovvero il pub di Lurago Marinone, sono trascorsi altri due anni ma ormai il seme era stato gettato da Agostino Arioli e dai suoi collaboratori.
Il Birrificio Italiano fu il primo in Lombardia e uno dei primissimi in Italia e divenne presto la culla di una generazione di appassionati che faceva del “pellegrinaggio” a Lurago un punto fermo della propria ricerca. Da quel luogo sono passati numerosi personaggi che, negli anni a venire, sarebbero entrati nel mondo craft con le più diverse mansioni; nel nostro piccolo ci aggiungiamo all’elenco perché fu senza dubbio lì – a una 50 di chilometri da casa – che ci accostammo per la prima volta a birre differenti dalle classiche tedesche o britanniche “da pub”. Serate indimenticabili, e non solo perché eravamo freschi di maggiore età.
Dalla sala cottura, poi spostata nella ben più grande “officina alchemica” di Limido Comasco dove ancora oggi sono realizzate le birre firmate “Ago”, nacquero in quegli anni i prodotti più famosi e speciali a partire ovviamente dalla Tipopils, la birra simbolo non solo dell’Italiano ma di tutto il movimento tricolore. Uno status certificato anche di recente la Brewers Association americana che ha inserito le “pils all’italiana” tra le proprie linee guida sugli stili. Non ebbe invece seguito la Rossoscura, altra birra delle origini poi sostituita dalla Bibock, tuttora sulla cresta dell’onda.
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Il Birrificio Italiano fu anche uno dei componenti di “Unionbirra”, la prima ed embrionale associazione di categoria che poi si è evoluta nell’attuale “Unionbirrai”. Con la società guidata da Agostino Arioli c’erano altri due marchi lombardi, “Lambrate Fabbrica di Birra” di Milano e “Centrale della Birra” di Cremona; due i piemontesi, ovvero “Le Baladin” di Piozzo, Cuneo, e “Beba srl” di Villar Perosa, Torino. Infine un veneto, “Vecchio Birraio” di Campo San Martino, Padova. Insomma, una bella fetta di storia di questo settore, a noi tanto caro.
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