Il progetto Wondercraft lanciato da Vetra è senza dubbio uno di quelli che più ci ha incuriosito nell’ultimo periodo, tant’è vero che su Malto Gradimento abbiamo citato spesso le birre realizzate in collaborazione tra il birrificio di Caronno Pertusella e alcune realtà straniere coinvolte.

Ora però siamo… passati all’assaggio nel senso che abbiamo degustato – l’avevamo lì da qualche settimana – una delle birre più particolari della serie, la “Silky Way” realizzata insieme al produttore cinese (di Pechino) Jing-A. Una birra che guarda a Oriente anche per questo e che è senza dubbio un esperimento fuori dagli schemi che va in una direzione a noi molto gradita: quella cioé di dimostrare che l’ecletticità in fatto di birra non ha confini.

Che la “Silky Way” sia originale lo si nota fin da subito, al momento della mescita: la birra ha un colore molto particolare, tra il rosa e l’arancione opalescenti, e una volta versata non presenta, praticamente, schiuma se si eccettua un sottilissimo filo bianco. La birra è una sour fruit e in effetti, per tonalità e la (non) schiuma ricorda certe storiche fermentazioni spontanee belghe.

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A confermare la natura acida arriva quindi il naso, dove queste note sono ben evidenti anche se non troppo taglienti, una scelta a nostro avviso utile perché dà la possibilità a molti di procedere nella bevuta (anche, per intenderci, a chi non ama l’acido estremo nel bicchiere). Se il lato “sour” è subito avvertibile, quello “fruit” arriva netto e forte in bocca: ci sono note di frutta rossa, melograno, un po’ di agrume oltre a una lieve speziatura. Naturalmente non mancano i sentori aciduli, più marcati rispetto all’olfatto ma ugualmente bilanciati. La birra è molto scorrevole, con un corpo esile, ma è anche “morbida”, una caratteristica che, presumiamo, è conferita dall’uso dell’avena nella ricetta e che regala quella “setosità” contenuta nel nome.

Insomma, la “Silky Way” è una birra piacevole e adatta a chi magari non è un appassionato di acide ma si vuole accostare senza “scossoni” al mondo sour. E poi è una di quelle (tante) birre che dimostrano quanto sia eclettica questa bevanda, che poi è uno dei motivi per cui la amiamo di più.

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