Domenica scorsa – 26 luglio – in due aziende agricole italiane si è tenuta una sorta di “anticipazione” della manifestazione “Luppoleti Aperti”, un appuntamento coordinato dal Consorzio Birra Italiana, l’associazione di categoria vicina a Coldiretti che riunisce numerosi birrifici agricoli sparsi sul territorio nazionale.
La data in cui, però, Luppoleti Aperti sarà nel suo pieno è quella di domenica 23 agosto quando saranno una dozzina i luoghi dove sarà ospitata questa manifestazione diffusa, pensata per avvicinare sia gli appassionati sia la gente comune al mondo della birra di qualità. I luppoleti italiani non sono molti (in generale): in Lombardia l’unico che aprirà le porte è Luppolajo di Castel Goffredo, in provincia di Mantova. In Piemonte c’è invece Baladin a Piozzo: è anche un birrificio agricolo con coltivazione di luppolo nei campi circostanti la sede e Teo Musso è il presidente del Consorzio).
Il programma della giornata aperta al pubblico prevede la raccolta dei coni freschi e la possibilità di ristorarsi con un pic nic all’ombra delle piante che solitamente sono disposte in filari e che raggiungono i 4-5 metri di altezza. La logica è quella di scoprire il luogo dove nasce un ingrediente fondamentale per la birrificazione e che rende le aziende agricole parte di un circuito turistico, una direzione – simile a quanto avviene per il vino – sulla quale spingono molte realtà brassicole (compresa Unionbirrai) e non solo (vedi la nostra intervista alla presidente di Slow Food, Barbara Nappini).
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«Il nostro obiettivo è sostenere la crescita dell’interesse per il birraturismo accompagnando le aziende verso una sempre maggiore qualificazione dell’offerta, a partire da quella esperienziale – conferma Teo Musso, nelle vesti appunto di presidente del CBI – Ma stiamo anche lavorando al lancio di un grande progetto di valorizzazione delle Strade della Birra nelle regioni italiane, un evento nazionale di promozione dei birrifici da filiera agricola italiana».
Sulla stessa lunghezza d’onda Dominga Cotarella, presidente di Terranostra: «Il turismo legato alla birra è un fenomeno in grande crescita che mira a valorizzare una produzione agricola in espansione nel nostro Paese. Unire il piacere di sperimentare nuovi birrifici, con l’esperienza di ospitalità contadina dei nostri agriturismi, credo sia una miscela vincente che nel tempo può essere rafforzata con diverse attività congiunte su cui stiamo lavorando insieme al Consorzio anche finalizzate alla promozione dei prodotti del territorio».
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