Da qualche tempo la nuova redazione di Varesenews (ovvero lo spazio “Materia” a Castronno) ospita, al giovedì, la distribuzione dei prodotti dell’Alveare, una iniziativa che consente di ordinare online e ritirare (al giovedì) frutta, verdura, formaggi, carne e tanto altro provenienti dalle aziende del territorio circostante.

Nel corso delle distribuzioni sono presenti a Materia anche i produttori che si alternano nel presentare le proprie attività, e questo ci ha permesso di conoscere una “micro beer firm” che è nata nei campi di Mornago, a una manciata di chilometri da Castronno. Si tratta della Azienda Agricola “Tenuta Giada” che accanto a ortaggi, farina, cippato, fieno e altro ancora ha dedicato tempo e spazio a birra e distillati.

Prodotti che hanno come ingredienti le colture dell’azienda come le botaniche utilizzate per gin e vodka (distillazione affidata a un’azienda di Gazzada Schianno: anche in questo caso siamo a un tiro di schioppo) o come – siamo a quel che più ci coinvolge – il mais e le rose usati in birrificazione. Sono infatti due le birre: quella principale è la “Zea Mays”, una pils che si attesta sul 5% di gradazione alcolica e che ha per l’appunto un’aliquota di mais autoprodotto negli ingredienti. È chiaro che questo cereale, a livello industriale, è un succedaneo dell’orzo ma in questo caso rappresenta la “firma” dell’azienda agricola e ha un suo significato.

La seconda birra a marchio “Tenuta Giada” è invece una blanche dal colore rosato che è conferito dall’uso dei petali di rosa (si chiama infatti “Rosa canina”) provenienti dall’azienda agricola. Qui l’alcol è appena più sostenuto (5,5%) e tra gli ingredienti ci sono anche fiocchi d’avena (che rendono più morbida la bevuta) e scorze di bergamotto. In futuro, spiegano i responsabili, c’è l’idea di introdurre una terza birra più corposa e alcolica.

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La produzione, e anche qui sta un lato interessante, è affidata a un birrificio sociale, la Cascina Don Guanella di Valmadrera in provincia di Lecco. Si tratta di una cooperativa che si occupa di favorire la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani a grave rischio di esclusione sociale, italiani e stranieri, alcuni dei quali con un passato in carcere. Insomma, per realizzare le birre non si segue la filosofia del “chilometro zero” ma per una buona causa. “Tenuta Giada”, bene ribadirlo, è una beer firma davvero minuscola, ma è bello sottolineare come anche in questi ambiti non manchi un’attenzione verso la birra artigianale.

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