Cinquantasei anni dopo, la birra in Italia si appresta ad avere nuove norme e regole da rispettare. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva un decreto di legge (già passato alla Camera) che rende legge dello Stato un emendamento firmato dal senatore Luca De Carlo (FdI), presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, con il quale saranno riscritte e aggiornate le normative in ambito brassicolo.
Una decisione che porta il settore nel futuro: finora infatti tutto era normato dal DPR 1498 del 1970 destinato ad andare in pensione: entro sei mesi (180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) infatti un decreto interministeriale definirà caratteristiche analitiche e requisiti qualitativi aggiornati per le diverse tipologie di birra.
La novità è apprezzata da Unionbirrai, la principale associazione di categoria che raduna i produttori indipendenti e artigianali: lo spiega il direttore generale Vittorio Ferraris: «È un passaggio storico per il nostro settore. Finalmente si apre la strada a una normativa coerente con l’evoluzione produttiva, con gli standard europei e con la crescente qualità delle produzioni italiane. Siamo pronti a lavorare fin da subito al tavolo tecnico che sarà convocato dal ministro Francesco Lollobrigida – prosegue Ferraris –. Ora serve un confronto rapido e fondato su basi tecniche solide, per tradurre questo risultato in una riforma efficace e concreta».
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Nei prossimi sei mesi quindi, si scriverà il futuro legislativo di tutto il mondo legato alla birra (industriale e artigianale): nella discussione saranno coinvolti i Ministeri dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, delle Imprese e del Made in Italy, dell’Economia e delle Finanze e della Salute. In questo quadro Unionbirrai si mette a disposizione come interlocutore «affinché la nuova disciplina rappresenti davvero un salto di qualità per l’intero comparto brassicolo nazionale».
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