Gli ultimi giorni del 2021 hanno portato in dote al mondo della birra artigianale italiana due notizie interessanti e positive per le aziende produttrici: la riduzione delle accise e l’arrivo di un fondo di ristori alle imprese colpite – come tanti altri settori – dalla pandemia e dalle ricadute a essa collegate.

La questione delle accise ha visto – per una volta – unite le diverse associazioni di categoria: Unionbirrai (quella di riferimento per i birrifici artigianali), Coldiretti e Assobirra che rappresenta soprattutto le aziende industriali.

L’approvazione al Senato di un emendamento alla Legge di Bilancio porterà a uno sconto sulle accise sino al 50% per chi produce meno di 10mila ettolitri; tra i 10mila e i 30mila lo sconto sarà pari al 30% per scendere al 20% sino ai 60mila ettolitri. L’emendamento prevede anche una graduale riduzione d’accisa sino a scendere a 2,90 euro per ettolitro e per grado Plato nel 2023.

I ristori sono stati un passo immediatamente successivo annunciato dall’onorevole Chiara Gagnarli, esponente del Movimento 5 Stelle già in altre occasioni molto attiva in questo comparto: «Con la firma del decreto attuativo diventerà operativo il fondo da 10 milioni di euro per ristori alle imprese produttrici di birra artigianale». Risorse che la stessa Gagnarli aveva caldeggiato con un emendamento al decreto “Sostegni-Bis”. «L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto pari a 0,23 centesimi per ciascun litro di birra artigianale prodotta e presa in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020 o nel registro della birra condizionata». Le aziende coinvolte potranno fare domanda tra il 20 gennaio e il 18 febbraio prossimi; le modalità saranno contenute in un provvedimento del MiSE.

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